La struttura dei tre cervelli

MEDITIAMO | episodio 2
Intelligenza, emozione e istinto: ecco il nostro cervello

Il cervello nel suo insieme è costituito fondamentalmente da tre parti: la neocorteccia, il cervello mammifero e il cervello rettile. Ognuna svolge delle importanti funzioni: della prima, costituita dall’emisfero sinistro e dal destro, abbiamo sommariamente parlato nel post precedente, e ora ci occuperemo delle altre due. 

Gli strati più antichi del nostro cervello

Il cervello mammifero, denominato sistema limbico, è il gestore delle nostre emozioni, controlla il sistema immunitario e circolatorio. Il cervello rettile, simile a una centralina elettronica programmata, è il gestore di tutti quei processi primari e istintivi legati alla sopravvivenza. È costituito dalla parte più alta del midollo spinale e dalle aree più basse del cervello, è il centro di coscienza essenziale e primario. Il nostro cervello è una delle strutture più complesse che esistono ed ha un’organizzazione a strati: i più antichi, meno sofisticati, sono ricoperti dai più recenti, più evoluti. C’è una precisa gerarchia funzionale fra essi, ogni strato controlla quelli più antichi e vi si sovrappone. L’azione d’intervento è graduata e differenziata. 

Gli strati più antichi (cervello rettile e mammifero) hanno una velocità d’intervento molto rapida e hanno bisogno di minore apprendimento. Sono loro che assumono il comando nei momenti cruciali, come per esempio, quando c’è bisogno di assicurare la sopravvivenza, cortocircuitando gli strati più evoluti (neocorteccia), che rientrano in funzione quando l’emergenza è finita. Sono le parti più antiche che agiscono nei momenti di pericolo, dove il pensiero non fa in tempo a intervenire che è già tutto finito.

La nostra “mente” sequestrata

Gli istinti e le emozioni basilari hanno permesso all’essere umano preistorico di sopravvivere in un ambiente naturale ostile con eventi estremi. Anche per noi umani civilizzati succede la stessa cosa. Il problema è che spesso, avendo rimosso certi aspetti della nostra personalità, siamo presi da situazioni emozionali incontrollate che non siamo in grado di governare e ci lasciamo travolgere dalle passioni o dagli istinti primordiali. La nostra mente è come “sequestrata”, ci comportiamo in maniera tale che dopo facciamo fatica a riconoscerci nelle azioni fatte. 

Questi sequestri emozionali, per fortuna, non sono sempre così assoluti ed estremi e ognuno di noi li vive continuamente, come per esempio, quando perdiamo le staffe con un amico o con un collega di lavoro per una parola “fuori posto”, o quando reagiamo in maniera spropositata a un semplice appunto.

Il potere degli istinti

Per migliorare il rapporto con noi stessi e con gli altri, è importante non solo capire il potere degli istinti e delle emozioni nella vita mentale, come essi interagiscono e si riflettono sulla struttura caratteriale e fisica, ma anche sapere dove e come intervenire.

Senza questa conoscenza qualsiasi progetto di evoluzione interiore è destinato al fallimento o a risultati mediocri. Quante volte il nostro genuino desiderio di cambiare non ha avuto l’esito sperato, nonostante tutta la buona volontà e gli sforzi profusi? Quante frustrazioni! Quanti fallimenti!

Questo perché i tre cervelli che presiedono ai tre modi fondamentali del nostro modo di essere (l’essere umano istintuale/cervello rettile, l’essere umano emozionale/cervello mammifero e l’essere umano mentale/neocorteccia), oltre a parlare lingue diverse, possono essere in uno stato alterato di comunicazione (sintonizzati su lunghezze d’onda differenti). Possono essere non armonicamente allineati per una serie di motivi di ordine diverso: fisici, energetici o mentali.

Il mondo dell’inconscio (cervello mammifero e rettile) usa un linguaggio simbolico e metaforico, pensa e ragiona per immagini, la sua logica non è lineare come quella del cervello razionale. Non si può, quindi, pretendere con il linguaggio della razionalità di comunicare con le nostre emozioni e con i nostri istinti. Niente di più sbagliato e frustrante! Il segreto è imparare il linguaggio adatto di comunicazione, così da poterli gestire e sfruttare al meglio, per migliorare il rapporto con noi stessi e con gli altri.

Nel prossimo post vedremo come prendere coscienza dell’enorme utilità delle nostre emozioni, cosa sono, come nascono, come influenzano il nostro corpo e quale è il loro contributo nel funzionamento del cervello razionale.